Chi ha maggiori responsabilità si renda conto che non possiamo continuare a galleggiare

Questo sarà l’anno più duro della crisi, in cui precipitano 7 anni di non crescita.

Chi ha maggiori responsabilità si renda conto che non possiamo continuare a galleggiare in queste condizioni, perché il logoramento nostro è il logoramento di tutto il Paese.

Non potremo affrontare credibilmente il percorso delle riforme istituzionali e della legge elettorale, se non in un ragionevole quadro di stabilita’ di Governo e un ragionevole quadro di rilancio della sua attività.

E se non ce la facciamo noi non ce la fa nessuno, e nel Paese cresceranno tensioni, sfiducia e disuguaglianze, con esiti che non siamo in condizione di prevedere.

Per questo se è necessario si può anche passare attraverso un nuovo governo, ma non si può galleggiare così.
Il cuore del nostro impegno sono le riforme: sul titolo V penso sia necessario lavorare insieme alla conferenza delle regioni perché si arrivi a definire con grande chiarezza che cosa spetta di fare a chi.

Le riforme istituzionali richiamano quella elettorale, il disegno deve essere unico, poi i tempi si affrontano, la riforma elettorale postula, richiama e prevede il superamento del bicameralismo perfetto, le soluzioni pasticciate non ci aiutano.

 Se non siamo in condizione di fare questa operazione complessa e necessaria, rischiamo di fallire.