Il pubblico investa sulle aree interne

Intervista di Luigi Basile a Il mattino del 1 agosto 2017.

Il vero nodo da affrontare nelle aree interne è quello dello sviluppo e della programmazione degli investimenti pubblici.

Epifani, che idea s’è fatto della città?

Avellino, come molti centri del comprensorio, si presenta bene agli occhi di chi viene da fuori. I lavori di riqualificazione effettuati nel dopo-terremoto sono serviti a restituire dignità agli abitati. Il principale problema da risolvere è la riorganizzazione dei servizi e delle infrastrutture, insieme al rilancio dell’economia e dell’occupazione. Manca però una strategia complessiva. La deindustrializzazione del territorio rischia quindi di compromettere il percorso compiuto fino ad oggi per ammodernare i centri urbani.

Il governatore Vincenzo De Luca, proprio l’altro giorno, ha annunciato gli impegni finanziari della Regione per la riqualificazione delle strade irpine. Si tratta di cifre consistenti.

Ho l’impressione che si continui a parlare di numeri con troppa leggerezza. Sono stanziamenti che vengono dal passato ed esistono soltanto sulla carta, che anno dopo anno si accumulano. Se spalmiamo i finanziamenti nel tempo e valutiamo le innumerevoli esigenze della provincia, alla fine verificheremo che le disponibilità effettive sono limitate. Resta un dato di fatto: le emergenze sono tutte sul tappeto.

A cosa si riferisce?

Penso alla messa in sicurezza delle scuole, alla rigenerazione delle periferie e alla desertificazione delle aree interne.

Da dove bisognerebbe ripartire per affrontare e risolvere le criticità?

Torniamo al punto di partenza. Serve una politica degli investimenti nazionale, che riservi attenzione particolare al Mezzogiorno e soprattutto alle province strutturalmente più svantaggiate. È la principale critica che abbiamo mosso ai governi Renzi e Gentiloni. Le risorse private non bastano. La ripresa del Sistema Paese non ci sarà fin quando non si tornerà ad alimentare la spesa straordinaria per l’ammodernamento della filiera produttiva e non si creeranno le condizioni per un incremento dei consumi.

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