Sì a Pisapia leader della sinistra. Ora incontriamoci per il programma.

Intervista  di Roberto Giovannini – La Stampa, 4 giugno 2017

«L’intervista di Giuliano Pisapia? Era quello che molti di noi aspettavano – dice Guglielmo Epifani, ex segretario della Cgil e deputato di Mdp – Aiuta il processo di composizione di un largo campo di centrosinistra che guarda a sinistra. Così questa sfida è già partita col piede giusto».

Cosa la convince di più?

«Pisapia, molto giustamente, delinea due caposaldi del programma: più giustizia sociale e lotta alle disuguaglianze. Termini che sono praticamente scomparsi dal lessico dei partiti italiani, e che invece fanno la differenza per una formazione progressista che guarda alle disuguaglianze emerse in questi anni».

Intanto, però, le elezioni si avvicinano.

«L’accelerazione dissennata che i tre partiti autori dell’accordo sulla legge elettorale hanno determinato per andare subito alle elezioni fa male al Paese. Ma ci impone anche la necessità di velocizzare la costruzione di questa nuova formazione politica di cui parla Pisapia. L’assemblea promossa da Giuliano a Roma il primo luglio è un passaggio chiave: se si va a votare a ottobre, è chiaro che bisogna costruire rapidamente il programma, che è il punto che dà identità e senso all’operazione. Ma anche decidere come si costruisce questa formazione, i soggetti della società civile e dei movimenti che vuole coinvolgere, le regole democratiche. Dobbiamo accelerare».

Ma ce la farete a fare un programma condiviso dalle tante, litigiose, anime della sinistra?

«La discriminante è l’adesione al programma. Chi lo condivide sta dentro questo percorso. Senza preclusioni preventive di nessun tipo».

Sinistra Italiana ci starà?

«Il mio auspicio è che sia un fronte più largo possibile. Un obiettivo impegnativo ma possibile. Certo non possiamo essere un caravanserraglio in cui c’è di tutto. Ci devono essere tutti i pluralismi, ma bisogna anche avere una identità».

Ma il Pd è un avversario elettorale o no?

«Io non penso che il Pd sia il nostro avversario. Noi dobbiamo combattere le politiche sbagliate fatte dal Pd in questi anni. E fare proposte in positivo: penso alla sanità, alla scuola, al lavoro e ai suoi diritti, a un piano straordinario di investimenti per far ripartire il Paese, le riforme sui diritti civili di cui parla Pisapia, e anche il rispetto delle procedure democratiche come il referendum. Non va bene quanto è avvenuto sui referendum sulle trivelle e sui voucher».

Si può fare una “cosa” così larga? Se si pensa alla tradizione di litigiosità della sinistra italiana…

«Ce la possiamo fare, tutti noi abbiamo il dovere di provarci. Se si accelera il voto costruire un partito è difficile, ma se costruissimo solo un cartello elettorale avremmo il fiato corto. Dobbiamo guardare oltre, ma intanto dobbiamo contare dopo le elezioni in Parlamento e nel Paese. Non sarà una presenza di testimonianza».

 

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