Riforme, un errore porre la fiducia.

Intervista di Paolo Mainiero – Il Mattino del 11 settembre 2015

Guglielmo Epifani, a Napoli per la festa dei Giovani democratici del Pd, si mantiene cauto. “L’incontro sulle riforme – dice – è stato di carattere istituzionale, è evidente che se non ci saranno passi in avanti la situazione non si sbloccherà”.

Lo scoglio resta l’elettività del Senato?

“Non solo. C’è anche il nodo delle funzioni. Il rischio è di ritrovarci con un Senato svuotato di ogni potere. Siamo d’accordo sulla necessità di superare il bicameralismo perfetto ma è importante che il Senato abbia funzioni chiare e precise e conservi un rango istituzionale”.

Ieri la Boschi ha confermato la volontà di approvare la riforma entro il 15 ottobre. È una data possibile?

“Devo ritenere che sia stata indicata una data in funzione di un’intesa. È chiaro che non si può procedere al buio, senza sapere se i numeri ci sono. Suggeriamo prudenza”.

Il Presidente della Regione De Luca sostiene che l’elezione libera dei senatori potrebbe alimentare il mercato della politica e, al Sud, il rischio di condizionamenti da parte della camorra.

“Ho sentito parlare spesso, sull’Italicum e ora sul Senato, del rischio del voto inquinato. Ebbene, vorrei ricordare che con la preferenza si eleggono i consigli comunali, i consigli regionali e i parlamentari europei. Non posso immaginare che il voto democratico, espresso anche attraverso la preferenza, sia di per sé viziato altrimenti sarebbe difficile sostenere la democraticità degli organismi eletti con quel sistema”.

Il Governo potrebbe porre la fiducia?

“Sarebbe un grave errore porre la fiducia su un singolo articolo o anche sull’intero testo di riforma costituzionale. Il voto deve essere libero e non condizionato”.

Insisterete sulla modifica dell’Italicum?

“Sull’Italicum mantengo tutte le riserve. C’è un numero eccessivo di nominati, con un sistema che consegna la scelta degli eletti ai partiti. Resto convinto che sarebbe stato preferibile il Mattarellum, con i collegi e la possibilità di scegliere tra due candidati. C’è poi la forte preoccupazione per un premio di maggioranza abnorme. Una volta superato il bicameralismo e rafforzati i poteri del premier serve un equilibrio tra i poteri dello Stato”.

Renzi presenterà a fine mese un masterplan per il Sud. Cosa deve contenere?

“È un fatto di assoluta importanza che il governo presti attenzione al Mezzogiorno. In una crisi che sta volgendo al termine la distanza tra Nord e Sud si è ampliata in termini di redditi, di investimenti, di infrastrutture, di occupazione. La crisi ha accentuato il divario tra le aree del Paese e dunque servono politiche più incisive sia a livello regionale che nazionale. L’idea di un masterplan, di un percorso che metta al centro il Sud è fondamentale. L’importante è che si tenga conto degli errori del passato, a cominciare dalla spesa dei fondi europei per la quale vanno prese a esempio le regioni virtuose, che non mancano, anche al Sud”.

Quali sono le sue priorità?

“Va introdotta una politica che stimoli gli investimenti, pubblici e privati. Si può agire con interventi fiscali? Si devono introdurre misure che incidano sul differenziale? Bene, si ragioni. Inoltre è necessario che le grandi aziende pubbliche, Eni, Enel, Finmeccanica, tornino a investire nel Mezzogiorno”.

E per le infrastrutture?

”C’è un gap da colmare attraverso un piano che rafforzi le reti autostradale e ferroviaria. Va bene l’Alta Capacità Napoli-Bari ma non basta, bisogna portarla fino a Lecce. Così come la Tav va estesa fino a Reggio Calabria”.

Il ministro Alfano ripropone il ponte sullo Stretto.

“È giusto che la Tav arrivi a Reggio Calabria ed è giusto che anche in Sicilia si realizzi l’Alta velocità. Ma del ponte non c’è bisogno. E poi c’è la grande partita dei porti, a partire da quello di Napoli dove gli investimenti sono colpevolmente bloccati. Il raddoppio del canale di Suez, con una presenza più ampia di merci provenienti da Oriente, impone un massiccio investimento sulla portualità”.

Ma il Sud può ancora avere una vocazione industriale?

“Deve averla, anche se ormai la presenza industriale si è ridotta e in Calabria e Sardegna c’è una desertificazione preoccupante. Oggi (ieri, ndr) è stata in commissione Attività produttive il commissario europeo perla concorrenza, si è parlato degli aiuti di Stato. Bene, se per autorizzarli bisogna tener conto del differenziale di Stato non mi aspetto che l’Europa li blocchi”.

Tra i ritardi del Sud c’è Bagnoli. Il governo ha nominato un commissario, il sindaco de Magistris annuncia un ricorso.

“Tra i vari livelli istituzionali bisogna fare gioco di squadra. Mi aspetto che il presidente De Luca assuma un’iniziativa per sbloccare una situazione ferma da troppo tempo”.

Napoli si prepara a vivere una lunga campagna elettorale. Il Pd è pronto?

“Il Pd ha vinto in Regione e Napoli è una delle grandi città che andrà al voto. Dunque, la partita è importante e bisogna innanzitutto far tesoro delle lezioni del passato. Si cominci a lavorare su un programma e poi, come prevedono le nostre regole, si lavori alle primarie a meno che non ci sia un largo consenso su una figura autorevole, del Pd o della società civile.
E possibilmente si arrivi alla scelta in tempi rapidi, senza trascinarsi in polemiche e incertezze”.

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