Con FI c’è dialogo, nessun tabù

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“Neppure per me esiste un tabù su Forza Italia. Penso che sia più utile e interessante discutere sulla ‘praticabilità’ di un suo eventuale ingresso in maggioranza, studiarlo, tenendo conto del quadro europeo che non potrà che favorirlo”.
E Guglielmo Epifani lo consiglia con la sua solita voce garbata e lenta, quella da ex segretario della Cgil, traghettatore del Pd e oggi deputato di Leu, che con Silvio Berlusconi si è misurato con tenacia, ma sempre rispettando il codice, il medesimo che anche oggi gli consente un distacco speciale e profondità nell’analisi. Ricorda che alla guida del sindacato si è opposto a Berlusconi per diciotto volte, vale a dire diciotto scioperi, piazze piene e popolo compatto. “Non serve ricordare chi sono e quali sono stati i miei rapporti, a volte aspri, con il Cav.” dichiara in anticipo. La frase di Romano Prodi (“Nessun tabù su FI”) non lo ha sorpreso e non ha sorpreso i suoi “compagni” che si preoccupano, e si occupano, della ‘manutenzione’ di questo esecutivo definito sempre più come “necessario”.
I voti di Berlusconi potrebbero servire, al Senato, ma l’operazione, avverte Epifani, è complessa e non deve essere forzata. L’idea che si è fatto è che FI, lo spiega, si stia tormentando: “In Europa fa parte della prestigiosa famiglia che ha in Angela Merkel un riferimento. In Italia, per regioni di merito, è costretta a seguire i sovranisti. La sua difficoltà non potrà che accentuarsi con il semestre della cancelliera. A Berlusconi non sfugge questa doppiezza, tanto che ha aperto un confronto vero, autentico con la maggioranza” aggiunge. Per Epifani, FI sta infatti dimostrando (“Non c’è dubbio”) che a destra c’è sempre un’altra destra. “I parlamentari azzurri praticano l’alterità, un metodo politico, un distanziamento dai populisti che io chiamo non autosufficienti. In U e hanno perso, e non contano, a differenza di Berlusconi che è invece un protagonista del Ppe”. Cercando di rendere più intellegibile la sua riflessione, l’ex segretario, parla di politica estera ma per parlare di politica interna. “E’ evidente che Giuseppe Conte abbia più che mai bisogno, in questo momento, della Merkel. Ma pure la Merkel ha bisogno dell’Italia. E alla fine Berlusconi non può allontanarsi dalla Merkel”. Tutto si tiene. Avvicinandosi a lei, Conte può abbracciare Berlusconi. Il pretesto è il Recovery Fund. Ma perché FI dovrebbe separarsi dalla Lega a favore di Conte? Epifani riconosce il travaglio ma si domanda: “Sarà costretta a scegliere. Cosa è preferibile? Avere un ruolo definito, che è poi il ruolo che si sta ritagliando, o condannarsi all’isolazionismo in compagnia della Lega e di FdI?”. A fare maturare la decisione serve l’arte della pazienza di Conte. Da uomo di sindacato, solito alla trattativa, Epifani è convinto che il miglior modo per allargare la maggioranza (e avvicinare FD è non dimenticarsi della maggioranza, ma renderla ancora più irresistibile. “Voglio dire che si deve rinsaldare il rapporto fra i partiti di governo. Abbiamo fatto bene. Penso alla sanità. L’Italia ha dimostrato che il suo modello è tra i più virtuosi, un modello di democrazia. Non dimentichiamoci che ha retto malgrado una spietata pandemia che ha colpito il nostro paese più di quanto abbia fatto con altri. E’ vero tuttavia che sono stati commessi errori. La cassa integrazione è un esempio. Si sapeva che gli strumenti fo ssero vecchi e che sarebbe stato impossibile erogare gli aiuti promessi. Perché annunciarli? Il mio motto è allora ‘meno e meglio’. E poi suggerisco a Conte di prendere spunto da quei governi che avevano istituito tavoli permanenti con le forze produttive”.
Così, secondo Epifani, si possono stanare, le giuste critiche di Confindustria, ma stanare anche Berlusconi che è un uomo senza età. Ma in che età sono entrati i berlusconiani? Epifani la descrive come un’età diversa. “Nelle commissioni siamo capaci, insieme ai deputati di FI, di individuare soluzioni a problemi articolati.
Anche Berlusconi è totalmente diverso. Sta svolgendo un ruolo davvero interessante”. Non è che i diversi siete voi? “Noi siamo sempre gli stessi. Le relazioni sono cambiate. Ultimamente sta prevalendo la sua anima liberal-democratica. Ieri, con senso di responsabilità, i suoi parlamentari hanno favorito l’approvazione del decreto rilancio “. Con un lavoro di corteggiamento, sull’asse Bruxelles-Roma, a Conte potrebbe riuscire un piccolo miracolo politico. Quando potrebbe accadere? “In autunno, fine anno”. Insomma, ci vuole il tempo che ci vuole per un rapporto che, però, anche per Epifani, è già “particolare”.