L’Expo sarà un’occasione per dare all’Italia un’identità forte

L’Expo diventerà un’occasione per dare all’Italia un’identità molto forte per chi vorrà stabilire con il nostro Paese un rapporto.

Mi convince la ricerca, che ho visto avvicinarsi all’obiettivo, di dare un’anima a questa manifestazione, non solo all’Expo in generale ma al padiglione italiano.
Quando andai a Shanghai, il quarto padiglione più visto era quello italiano. Che impressione mi è rimasta? Che il padiglione italiano era una bella costruzione, sostanzialmente un’esposizione dei nostri prodotti: un ulivo, la pasta, il vino, la Ferrari, la Vespa, e non continuo. Sono uscito dal padiglione chiedendomi se fosse giusto fare così, era in pratica un padiglione dell’Ice (Istituto per il commercio estero). In Cina piaceva un padiglione così. Nel padiglione francese invece non c’erano prodotti francesi, solo foto della cinematografia transalpina degli anni Cinquanta. Idem in quello spagnolo, dove c’erano immagini e riproduzioni di corride. Ecco, secondo me serve qualcosa che parli all’immaginario, nel mondo d’oggi l’anima è più importante del ‘che cosa’, perchè viene un attimo prima.

Ci ritoccherà tra 15 anni un semestre italiano dell’Ue, abbiamo questa opportunità in un passaggio storico: nuovo parlamento e nuova commissione, possiamo chiedere con più forza la messa in discussione del rapporto tra austerità e politiche di sviluppo. L’Europa non vuole solidarizzare i debiti? Solidarizzi almeno gli investimenti, facciamo gli eurobond, le due cose devono stare assieme.

 

Su amnistia e indulto ho sempre avuta cautela per una ragione ben precisa e non c’entrano le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. Se noi facciamo l’operazione di svuotare le carceri attraverso l’amnistia e l’indulto, come fu fatto nel 2006, fra due anni saremo esattamente come oggi. Non possiamo andare avanti ogni due anni a fare una amnistia o un indulto, è necessario affrontare le questioni che portano sovraffollamento.